10 millennials che ci fanno impazzire

Quando si guardavano le partite in televisione, da ragazzini, capitava spesso di sognare a occhi aperti e coltivare delle aspettative verso il proprio futuro, immaginandogli una cornice sportiva, custodendo queste fantasie nel chiuso di una cameretta e dandogli poi sfogo all’aperto, sui campetti improvvisati. In questi luoghi dell’adolescenza riuscivamo a ipotizzare che ce l’avremmo fatta, che saremmo diventati professionisti.

Abbiamo fantasticato su quale sarebbe stata la nostra prima squadra e come avremmo esultato in un gol nel derby. Abbiamo sognato gol in rovesciata che avrebbero rinnovato la copertina Panini e speravamo già da allora in una chiamata in nazionale. Erano gli anni in cui uscivamo di casa alla controra e ci abbandonavamo in partite estenuanti con addosso le maglie più disparate. Già da lì potevamo intuire che chi preferiva maglie cult — come quella di Bazzani della Samp o Miccoli del Perugia — avrebbe avuto di lì a poco un futuro di incertezze e di sottoculture pop.

L’eco di quelle innumerevoli sfide a suon di “facciamo finta che io sono” mi ha portato a fantasticare sui giocatori in cui i ragazzi che giocano per strada vorranno immedesimarsi, da qui a qualche anno. Ho così stilato una lista di 10 non-ancora-ventenni che potrebbero conquistare i “facciamo finta che io sono” del futuro.

#1 Gaetano Castrovilli— Bari, 1997

A Bari chi è rimasto con gli occhi e il cuore al 18 dicembre del ’99 (la sera del gol magia di Cassano contro l’Inter) avrà perlomeno la speranza di rifarsi gli occhi prima o poi. L’occasione potrebbe presentarsi qualora un giorno Gaetano Castrovilli salisse di categoria per poi esordire in A con i Galletti. Il 19enne intanto si è già fatto notare in B con l’esordio contro lo Spezia nel 2015. Si posiziona tra attacco e centrocampo, ma data l’epidemia di trequartisti nel sistema tattico del calcio italiano, potrebbe essere costretto a reinventarsi. È stato preso in prestito dalla Fiorentina esclusivamente per l’ultimo torneo di Viareggio, poi il Bari si è convinto a scommetterci su. Attendo ansioso un altro Pibe de Bari su cui fantasticare.

Castrovilli quando era più piccolo faceva il ballerino. Dopo questo video nutrirete qualche dubbio in merito

#2 Simone Minelli— Fiorentina, 1997

Il settore giovanile viola ha ben figurato negli ultimi anni, portando al debutto prima Bernardeschi e poi Chiesa, entrambi protagonisti della gavetta sui campi fiorentini de “Il Barco” a quello più blasonato del comunale di Fiesole–Caldine. Minelli sembra destinato a un risvolto simile: dopo l’ultimo (buon) Europeo U-19, questo talentuoso centrocampista offensivo ora è all’AlbinoLeffe in prestito per farsi le ossa in Lega Pro. Ha conquistato già una medaglia all’onore servendo l’assist vincente a Marin, nella partita tra Fiorentina e Dinamo Minsk di EL del 2014.

#3 Filippo Romagna— Juventus 1997

L’attenzione della Juventus al ricambio generazionale in difesa è ormai nota a tutti. La valorizzazione di Rugani ne è l’esempio e il nome di un altro difensore come Romagna potrebbe iniziare a girare già a fine stagione. Giocatore reattivo, dalle movenze regali, l’ex capitano della Primavera è arrivato in bianconero dopo un’estenuante trattativa condotto da Pessotto, poi dopo la finale-scudetto contro la Roma è stato mandato in prestito al Novara.

#4 Filippo Melegoni — Atalanta, 1999

Il settore giovanile della Dea ha da anni la stessa affidabilità di una Fiat Panda nel lungo periodo. Il furore scaturito da Conti e Caldara non deve far abbassare la guardia, perché in canna ci sarà un altro colpo autoctono del vivaio di Zingonia. Melegoni è quel tipo di centrocampista che mette ordine e detta il ritmo di gioco. Entra nel tabellino dei marcatori con facilità e gode di un’ottima capacità di realizzazione sui calci piazzati.

#5 Antonio Negro — Napoli, 1998

Napoli vuole e ha bisogno di innamorarsi di un attaccante iconico. che vesta l’azzurro restituendo la passione del tifo agli spettatori. Oltre a Lorenzo Insigne, i partenopei ne hanno un altro così nel settore giovanile, che segna parecchio nonostante non abbia tutte le stigmate del numero 9. Negro sa svariare su tutto il fronte di attacco, ma fino ad ora ha sovrastato i pari età soprattutto per le doti fisiche, superiori a quanto siamo abituati a vedere nelle categorie giovanili. I più prudenti ammettono che c’è da porre un asterisco sul ragazzo: manca di esperienza in Nazionale e nonostante i gol in campionato, in Youth League non ha ancora timbrato il cartellino.

#6 Gianluca Scamacca — PSV, 1999

Romano de Roma con un passato in entrambe le formazioni capitoline a livello giovanile. Talmente estroso, talmente poco timoroso dei botti, da nascere a Capodanno. Qualche giorno dopo il suo sedicesimo genetliaco (3 gennaio) il PSV lo strappa alla Roma offrendogli il primo vero contratto da post ragazzino. Ottimo da affiancare a una punta fisica che fa il lavoro sporco, ideale in un tridente ultra offensivo. Mentre cercavo uno spezzone di video da trasformare in gif che rappresentasse la follia di Scamacca, mi sono reso conto che scegliere un solo gesto sacrificando l’intero video delle skills, sarebbe stato un atto puramente egoistico. Però è giusto regalare lo stesso due chicche esemplari.

È il 2014 e Scamacca aveva già inventato il calcio di inizio in solitaria.

Qui l’Ibra italiano fa un assist per Kean talmente improbabile da bloccare le lancette dell’orologio e disorientare i tre centrocampisti della Serbia.

#7 Patrick Cutrone — Milan, 1998

Il delantero della Primavera rossonera è uno di quegli attaccanti che nelle giovanili fanno più gol che presenze. Dopo Paloschi e Petagna, Cutrone prosegue la tradizione del vivaio milanista che sforna l’attaccante da area di rigore bravo a giocare con la squadra. A differenza dei colleghi però, il giovane numero 9 sta seguendo un percorso pensato per renderlo più duttile su tutta la zona di attacco. È il pupillo di Cristian Brocchi che quando allenava la Primavera del Milan lo ha messi a giocare anche da ala offensiva.

https://www.youtube.com/watch?v=akMNnjlEnFo

#8 Emil Audero — Juve, 1997

Trascendiamo per un attimo la questione dell’esistenza di un “nuovo Buffon”, ché tanto Super Gigi non ne ha seppelliti pochi finora, parliamo piuttosto di chi è Emil Audero. Il portiere italo-indonesiano ha raccolto fin qui un palmares invidiabile (1 Supercoppa e una Coppa Italia Primavera). Senza contare che nella Juventus campione d’Italia è terzo portiere alle spalle di Neto. La cosa che più colpisce di Audero (e che lo avvicina a Buffon, se proprio dobbiamo farlo il paragone) è la capacità di chiudere lo specchio della porta, tanto da farlo sembrare più grosso fisicamente di quello che è.

https://www.youtube.com/watch?v=XSojRfS7t58

#9 Christian D’Urso — Roma, 1997

#10 Moise Kean — Juventus, 2000

Una valanga di gol nelle giovanili, Mino Raiola come procuratore e un curriculum che conta già il debutto in campionato e Champions. Kean lo stavamo aspettando carichi di buoni presentimenti, infatti ne avevamo già parlato in precedenza.