Cosa c’è dietro all’interruzione di Croazia-Repubblica Ceca

Riadattato per Crampi Sportivi sulla base di un post della pagina Minuto Settantotto, per gentile concessione dei responsabili.

Come al solito le cose sono un po’ più complicate di come sembrano. Quella che è andata in scena ieri sera durante Repubblica Ceca-Croazia non è semplicemente una “follia ultras”, come l’hanno chiamata alcuni media nostrani, ma una lucida protesta, un tentativo di mettere in difficoltà qualcuno. A quanto pare non rivolto contro i propri giocatori, che fino a quel momento vincevano 2–1 e avevano la partita in pugno (che poi finirà 2–2), anche perché come ha detto Perisic a quella gente non frega niente della partita, ma contro Zdravko Mamic, dirigente della Dinamo Zagabria dal 2003 e, probabilmente, uomo più potente del calcio croato.

Mamic in passato è stato arrestato per insulti razzisti al ministro dello sport croato, il serbo Zelko Jovanovic, «Un serbo non può essere a capo dell’organizzazione più importante del paese, è un insulto all’intelligenza croata» aveva detto, per poi essere immediatamente rilasciato e assolto. È stato quindi sospeso per diverse settimane da dirigente della Dinamo per aver aggredito un membro della Federcalcio croata e, più recentemente, avrebbe ammesso di aver truccato diverse partite. Il che spiegherebbe Dinamo Zagabria — Lione del dicembre 2011, terminata 1–7.

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Tuttavia, come conferma la sua presenza in tribuna d’onore a St. Etienne durante la partita contro la Repubblica Cerca, Mamic è ancora un uomo molto potente, non solo all’interno del suo club, la Dinamo, ma, più genere, nell’ambito del calcio croato, sia per quanto riguarda la gestione dei cartellini dei più importanti giocatori a scacchi rossi. La tecnica sarebbe questa: i talenti più importanti vengono invitati ad abbandonare i propri procuratori, passando sotto il controllo di Mario Mamic, figlio di Zdravko, la cui prima mossa è quella di far firmare loro un contratto in base al quale si stabilisce che il 25% del loro stipendio per il resto della carriera spetterà all’agente. Sarebbe successo a Luka Modric, ad Eduardo, a Corluka su tutti. Inoltre il 6 luglio 2015 è stato arrestato per corruzione insieme al fratello Zoran.

(leggi: https://www.theguardian.com/football/2015/nov/18/dinamo-zagreb-mamic-arrested)

Il rapporto tra Mamic e alcune frange estreme del tifo organizzato croato — non solo quello della Dinamo — è pessimo per più di una ragione, come spiega un esaustivo articolo di Giovanni Maffeis per Calcio News 24 che vi invitiamo a consultare. Questo articolo, tra l’altro, è stato scritto dopo un’altra protesta degli ultras croati, quella avvenuta nel novembre 2014 a San Siro durante Italia-Croazia. per le stesse cause. Quindi non solo non è la prima volta che accade una cosa del genere, ma era già successa in casa nostra, poco meno di due anni fa.

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Questo perché il rapporto di odio in questione si è inasprito ulteriormente il 18 ottobre 2014, quando due dei ‘BBB’ (Bad Blue Boys Zagreb, ultras della Dinamo al seguito anche della nazionale) sono stati uccisi durante un agguato. Gli ultras, tramite un comunicato, hanno accusato Mamic di essere il mandante del duplice omicidio.

(Qui il comunicato: http://www.badblueboys.hr/mi-stojimo-iza-svojih-rijeci/ )

Insomma, tutto ciò va ben oltre i trafiletti che accusano i tifosi croati di aver “rovinato lo spettacolo”, dietro ai fatti di Croazia-Repubblica Ceca c’è una storia che coinvolge inquietanti figure di potere locale, combine, ultras che portano le svastiche e le celtiche in curva e accuse di concorso in omicidio. Qualcosa che, a nostro avviso, meriterebbe un approfondimento che vada oltre la retorica.

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A cura di Alessandro Colombini